Spesso mi chiedono: come faccio a dargli la motivazione?
Come se la motivazione fosse un integratore da bere. O un interruttore che io posso premere al posto loro.
Ma cos’è davvero la motivazione?
Non è il discorso eroico negli spogliatoi che ti fa correre e gridare per cinque minuti e poi svaporare.
No.
La motivazione è quel “perché” silenzioso che abita dentro il petto di ognuno di noi.
È il motivo per cui quel ragazzo decide di allacciarsi le scarpe anche quando fuori piove.
O di rileggere quella pagina di storia per la terza volta quando il telefono vibra accanto a lui.
Spesso i ragazzi sono schiacciati dai “devi”.
Devi studiare !!!
Devi vincere !!!
Devi essere il migliore !!!!
Quella non è motivazione, è pressione.
La vera motivazione, quella che cerco di far emergere in loro.
E’ il passaggio dal “devo” al “voglio”.
È la trasformazione di un obbligo in un desiderio.
Quando un adolescente scopre che non sta correndo per l’allenatore o per il voto del professore, ma per vedere fin dove può arrivare, in quel momento in lui scatta qualcosa …
La parola stessa lo dice: Motiv-azione.
Un motivo che spinge all’azione.
Per un ragazzo di 14 anni, il motivo può essere il bisogno di appartenenza. La voglia di riscatto. O semplicemente il piacere puro di sentire il corpo che risponde a un comando.
Il mio compito non è “aggiungere” qualcosa.
Ma togliere la polvere dai loro desideri.
Mi chiedo spesso: Cosa sogna questo ragazzo quando spegne la luce?
Perché è lì che risiede la scintilla.
Se riesco a collegare quel sogno al sacrificio di oggi, allora la fatica smette di essere un nemico e diventa un investimento.
La motivazione non è assenza di paura o di stanchezza.
È la capacità di dire: “sono stanco, ho paura di fallire, ma quello che voglio ottenere è più importante della mia voglia di mollare”.
Ecco cos’è la motivazione.
È quel fuoco calmo.
Non è un’esplosione.
È una brace che dura.
E io sono qui solo per aiutarli a soffiarci sopra finché non diventa fiamma !



